Tommaso Conversini, benefattore pistoiese, è il fondatore della Pia Casa di Lavoro, riunita poi al Conservatorio degli Orfani voluto da Niccolò Puccini, negli Istituti Raggruppati.

Tommaso Conversini nacque a Pistoia il 3 luglio 1811 secondogenito della sorella di Niccolò Puccini, Chiara Anna, e di Onofrio Maria Lamberto, patrizio pistoiese e ciambellano di corte, dottore in scienze fisiche e matematiche e proprietario terreno.

Studiò presso il seminario e collegio vescovile di Pistoia e nel 1833 si iscrisse all’università di Pisa conseguendo la laurea in fisica e matematica, e alcuni volumi della sua biblioteca sono oggi conservati nella sede degli Istituti Raggruppati.

Era un grande appassionato di astronomia e frequentò per alcuni anni anche l’osservatorio milanese di Brera.

Nel 1834 con il fratello Teofilo ereditò il patrimonio paterno, condividendo la comune amministrazione. Nel 1839 i due si divisero il patrimonio e Tommaso divenne proprietario di un consistente capitale e di estesi poderi nei comuni di Serravalle, Agliana, Montale e nella comunità di Porta San Marco e di numerosi fabbricati in città.

Tommaso si dette così all’attività politica ricoprendo la carica di Gonfaloniere della Comunità di Serravalle Pistoiese dove erano situati molti suoi possedimenti, tra cui la villa estiva denominata di “Castruccio” con annesso oratorio, dove volle essere sepolto alla sua morte.

Fu tra gli amministratori della Pia Eredità Antonini e prese parte alla vita dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti.

Fu un abile amministratore del suo patrimonio che, al momento della morte nel 1879 aveva raggiunto e superato il milione di lire, eguagliando quello dello zio Niccolò.

Come Niccolò decise di destinare il suo grande patrimonio per la creazione di un Istituto destinato all’istruzione e formazione professionale dei giovani pistoiesi delle classi più povere.

I suoi esecutori testamentari, nel rispetto delle sue volontà espresse nel testamento, costituirono un Istituto governato da sette amministratori nominati dal Comune di Pistoia, che doveva accogliere ragazzi poveri, di età compresa tra i sette e i diciotto anni, con almeno un genitore vivente, preferibilmente il padre. L’Istituto aveva sede nel palazzo di famiglia sul Corso Vittorio Emanuele, all’incrocio con l’attuale via Pucccini.

L’Istituto voluto dal Conversini andava così a integrare il Conservatorio voluto da Niccolò Puccini che era destinato ad accogliere i fanciulli orfani e che aveva sede nel palazzo di famiglia prospiciente quello di Tommaso.

Inoltre, sempre per integrare le scelte educative dell’Orfanotrofio, che prediligeva la formazione artigianale, fu deciso di articolare le attività del nuovo istituto, la Pia casa di lavoro Conversini, in due sezioni: agraria e industriale.

La prima fu ospitata nella villa suburbana di Montesecco e doveva istruire i giovani a diventare buoni agricoltori e la seconda doveva formare operai specializzati nella lavorazione dei metalli.

L’istituto accolse i primi alunni nel 1889, ma la sezione agraria chiuse nel 1903 mentre la seconda iniziò la sua attività nel palazzo di famiglia sul Corso Vittorio Emanuele dove fu poi ospitata, nel 1894, la Scuola serale e domenicale di arti e mestieri “Antonio Pacinotti” divenuta nel 1907 Regia scuola industriale e oggi Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato.

Nel 1907 il Conservatorio degli Orfani e la Pia Casa di Lavoro furono riunificati in un’unica amministrazione che prese il nome di Istituti Raggruppati. Si trattava di un’Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza destinata ad accogliere, istruire e formare giovani orfani o di famiglie che si trovavano in difficoltà economiche.

Da allora nei locali e sui banchi del “Conversini”, come veniva e viene tuttora chiamato dai Pistoiesi il Collegio degli Istituti Raggruppati, sono transitati centinaia di giovani che, pur con i limiti e le caratteristiche tipici delle istituzioni di quel genere dell’epoca, hanno comunque trovato accoglienza, sostegno, un’istruzione e una formazione che hanno permesso loro di affrontare la vita con un bagaglio di conoscenze e di valori con cui hanno potuto affermarsi nei più svariati lavori.