"La casa prima di tutto"
per progetti Housing First per persone senza fissa dimora
Creato il 08/04/2026 - Ultima modifica del 08/04/2026
Istituti Raggruppati hanno ristrutturato un edificio in via Modenese 61 a Pistoia grazie ai fondi del PNRR Missione 5 “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”.
L'immobile è stato consegnato alla Società della Salute Pistoiese, titolare del progetto, per dare una risposta alle esigenze abitative delle persone senza fissa dimora. L’intervento di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile, nell’ambito del PNRR Missione 5 “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale” per il progetto denominato “housing first” (“prima la casa”), è stato effettuato su tre piccole unità abitative, che oggi si presentano come un'unica residenza: l’alloggio, di 300 metri quadrati, è suddiviso in una zona giorno con cucina, salotto e sala pranzo mentre ai piani superiori sono collocate otto camere con 12 posti letto e i bagni. Nello spazio retrostante l’abitazione è stata recuperata una corte interna, molto utile e funzionale. La ristrutturazione, curata dall’architetto Elena Forleo, è stata effettuata senza snaturare la tipologia originaria degli immobili cercando anzi, con una serie di accorgimenti, di richiamare l’edificazione originaria risalente agli anni ’40.
Il progetto di “housing first” della Sds Pistoiese risponde ad una situazione di precarietà abitativa e residenziale acuitasi a causa dell’emergenza pandemica del 2020, che si concretizza con la ricerca di abitazioni di proprietà privata o pubblica per chi non riesce a sostenere il pagamento delle cauzioni e più in generale il canone di locazione richiesto dal mercato privato. Sul territorio gli interventi in questo ambito sono tanti e strutturati in base a diverse categorie di utenza: donne senza dimora, sole o con minori; accoglienza per soggetti a rischio con progetti di uscita di breve-medio termine; uomini neo-maggiorenni; stranieri fuoriusciti dal Sistema accoglienza e integrazione (Sai) minori, con progetti di accompagnamento di medio periodo; uomini adulti senza dimora; accoglienza notturna per residenti e non.
Gli alloggi di Capostrada sono pensati per rispondere ai nuovi bisogni delle persone che vivono in condizioni di marginalità estrema, rafforzando, integrando e implementando l’offerta complessiva dei servizi. E’ il sistema di accoglienza nella sua interezza, infatti, ad essere costantemente rafforzato con una serie di misure parallele alle nuove risposte abitative: il reclutamento di nuove figure specialistiche che amplia e rafforza l’equipe multidisciplinare; la gestione dei progetti personalizzati condivisi con i soggetti beneficiari degli appartamenti; l’inserimento e accompagnamento in progetti di inclusione socio-lavorativa disponibili sul territorio (dei comuni, dei Centri per l’impiego e altro).
