TESTAMENTO OLOGRAFO DI NICCOLO’ PUCCINI

A nome di Dio, in presenza dell’umanità che comanda gli Uomini di giovare alla Patria colle opere e coll’esempio Amen. Questo dì 1 Gennaio 1847 regnando in Toscana LEOPOLDO SECONDO , e in Roma PIO NONO.

Deliberato da lungo tempo di non contrarre Matrimonio, ed intimamente convinto che il celibato abbia ad essere lo stato nel quale mi troverà la morte, ho pensato a disporre delle cose mie in un modo onorato e cristiano che onori la civiltà dei tempi, che mantenga e continui la tradizione del mio casato, che coll’aiuto di Dio si mostrò sempre beneficente non al popolo infingardo ed accattone, ma al popolo operaio ed infelice.

Persuaso pertanto dalla costante ed invincibile esperienza, che più nocciono al popolo, anzi che giovarlo, le sovvenzioni per Doti, siccome che stimolano li improvidi accasamenti; nè che lo giovano le distribuzioni temporarie di danaro, che si profondono ed inabissano in gozzoviglie, giuochi ed in vanissime superbie di lusso, ho risoluto dietro l’Esempio di Gesù Cristo,che chiamava attorno a se i fanciulli, insegnando e comandando ai ricchi d’innalzare la dignità d’uomo colla educazione ed istruzione i figli del popolo abbrutiti dalla miseria e dall’ignoranza; ho risoluto dico di lasciare mio EREDE UNIVERSALE l’ORFANOTROFIO della nostra Città di Pistoia detto la Calconia. Non valsero a rimuovermi da questa prepotente determinazione le inesorabili insinuazioni di quelli che mi consigliavano di chiamare altra persona a succedermi, avvegnachè io ho sempre disprezzata la nobiltà della nascita, apprezzando solo la nobiltà delle azioni, e mi chiamo fortunato di fermare ed assegnare la mia facoltà in opera che frutti al paese, anzichè vada dispersa da qualche successore in vizii, viltà ed insolenze.

Però io sottoscritto NICCOLO’ DI GIUSEPPE PUCCINI , Pistoiese , possidente domiciliato nella mia Villa di Scornio nel popolo di Burgianico (S. Frediano) Cortina Pistoiese di Porta al Borgo, coll’aiuto di Dio perfettamente sano di mente e di corpo, volendo disporre dopo la mia vita del Patrimonio, sostanze, e assegnamenti che mi appartengono; ho fatto e scritto di propria mano il presente Testamento Olografo, per quale voglio , che il CONSERVATORIO DEGLI ORFANI , ossia l’ ORFANOTROFIO posto nella Cura di S. Bartolomeo della Città di Pistoia, succeda, e sia mio Erede universale di ogni mia eredità, niuna esclusa od eccettuata.E siccome fra i primi bisogni dell’Orfanotrofio avvi quello di provvedere in modo più adatto ai bisogni del tempo, alla istruzione artigiana, ed alla educazione religiosa dei suoi Alunni , cosi dopo maturo esame della niuna idoneità della Fabbrica della presente Calconia, a conseguirne lo scopo dispongo:

Che gli Orfani abbiano a trasferirsi nel mio Palazzo di S. Gregorio a lato del Vescovato , dove l’ Istituzione avrà agio a distendersi, ponendo a terreno le Maestranze rumorose , e nel superiore quelle che lo sono meno, ed in parte dell’ultimo piano il quartierino del Prefetto, del Maestro di Casa Amministratore, e Computista. Nel rimanente della Casa, o Palazzo, colle case che gli sono presso , la Cappella , il Dormentorio , il Refettorio, Scuola, Cantina, Granaio, Cucina, e quanto si richiede ad ogni bisogno. Con questa provvidenza l’Orfanotrofio sorge da un luogo pantanoso, e s’impianta in un luogo decente, dove le Maestranze , ed i Committenti avranno facile accesso , e pulita stanza , ed i fanciulli , avendo l’istruzione in casa , non si vedranno con scandalo pubblico , girelloni per la Città, impegnati dai loro Maestri nei più vili e degradanti uffici.

Quelli che fanno niente per tutto biasimare , diranno non convenire un Palazzo così magnifico ad un Orfanotrofio; ma così non pensavano i padri nostri , che in questa foggia l’edificavano per accogliere gli Esposti della nostra Città . Magnifica come l’ Altare ha da essere la parete che racchiude la Carità Evangelica ; modesta la veste, e parco il nutrimento dei poveri che l’abitano. Prego i miei carissimi Colleghi ed amici Buonomini a secondare questo mio volere, che tornerà d’ utile e sodisfazione generale.

Lascio in piena loro libertà di provvedere coi miei assegnamenti alla Istruzione Religiosa, ma vedano di scegliere persone reverende per pratica di vita Evangelica; riguardando l’insegnamento del leggere, scrivere , e far di conto come la prima chiave d’ogni progresso morale e civile nel popolo , facciano le spese necessarie per conseguirlo.

Ad ognuna delle otto Maestranze dell’Orfanotrofio , cioè due Fabbri , due Legnaiuoli , due Calzolai , e due Sarti , saranno date annualmente Lire Settecento per ciascuna in quattro rate posticipate. Saranno scelte con due terzi di voti dai Sigg. Buonomini dietro istanza scritta, ed ogni anno avranno bisogno della conferma. Non avranno mai diritto ad alcuna pensione. Le condizioni di miseria , e d’infelicità domestica nei postulanti non saranno valutate in conto alcuno per la preferenza. Chi vuol fare delle carità l’ ha da fare coi propri denari , non dove vilmente mostrarsi pietoso con quelli degli altri. Esempio e fama di vita cristiana, e non baciapille , nè pinzocheri ; capacità riconosciute nell’arte dai molti committenti, e clientela scelta e copiosa , ecco le tre doti da valutarsi nella collazione delle Maestranze. Si intende di più che abbiano ad avere la pigione della Bottega gratis ncllo Stabilimento.

La direzione morale ed amministrativa risiede unicamente nei Sigg. Buonomini, i quali ne delegano le funzioni al Prefetto, ed all’Amministratore Maestro di Casa in quelle parti che giudicano opportuno. Avranno per onorario Venti Francesconi al mese per ciascuno, non dovendo avere nè biancheria, nè lume, nè fuoco, nè vitto , e saranno tenuti ad abitare immancabilmente il quartiere assegnatogli nello Stabilimento per essere reperibili ogni momento ai bisogni della Comunità , ed alle ingiunzioni straordinarie che volessero i Sigg. Buonomini assegnarli. Dovrà il Prefetto sorvegliare la moralità delle Maestranze , e dei Giovani .nelle Botteghe ; accompagnerà i Giovani nella passeggiata ; nella ricreazione , nel refettorio , nel dormentorio , e starà in mezzo ad essi durante l’orazione, e l’istruzione religiosa . Al principio di ciascuna settimana dovrà il Prefetto consegnare al Presidente dei Buonomini l’importare della settimana decorsa , dei guadagni fatti dai Giovani , come sarà detto in appresso. L’Amministratore , e Maestro di Casa dovrà dare ai Signori Buonomini per sicurezza dello Stabilimento una garanzìa di Scudi Cinquemila ; più non dovrà tenere in cassa che i denari necessari alle scadenze mensuali ; ed ogni resto dovrà porre nella Cassa di Risparmio , o al Monte della nostra Città, procurando di concertarsi i Sigg. Buonomini colle sullodate Amministrazioni , acciò se i Libretti vengano sottratti, o smarriti, non siano pagati senza ordine del Presidente dell’ Orfanotrofio. Sotto il titolo CAUSA PIA PUCCINI verranno impostate a parte le rendite del mio Patrimonio ; la scrittura sarà tenuta a bilancio ; ed i Sigg. Buonomini potranno su due piedi intimargli rivista dell’Amministrazione, della Cassa , Granaio , e Cantina . In ciascun anno dovrà presentare ai Sigg. Buonomini il bilancio consuntivo e preventivo ;ed unito a questo uno stato mensuale d’ entrata e d’uscita, che servirà di norma ai Sigg. Buonomini per verificare mese per mese tutte quelle esuberanze di cassa, che rimanendo infruttifere, dovranno mese per mese versarsi nella Cassa di Risparmio. Alla fine di ciascun anno economico dovra l’Amministratore presentare ai Sigg. Buonomini il rendiconto della sua Amministrazione corredato dei libri e ricevute di corredo , i quali dovranno presentarlo al sindacato di due persone della Città , note per moralità , e sapere, e dietro il parete di queste , dovranno i Sigg. Buonomini deliberare in proposito , ed essendo di molta importanza, la Deliberazione affermativa dovrà avere voti dieci favorevoli.

Lo assegnare un onorario al Presidente dei Buonomini non parmi cosa molto onorifica trattandosi di opera di dovere, perchè di carità. Voglio però che ciascun anno gli venga offerto un regalo di Cinquanta Zecchini, che gli ricordi la mia gratitudine per gli obblighi che appresso.

Riceverà la consegna dell’ Archivio con inventario, che deporrà nel cassone ferrato dello Stabilimento; e questo cassone che avrà tre chiavi delle quali una sarà tenuta da esso Presidente, una dal Gonfaloniere pro tempore, e l’altra da un Buonomo da trarsi in sorte di tre anni in tre anni ; conserverà gli avanzi annuali che resulteranno dall’ Amministrazione in tanti fogli del Monte, o della Cassa di Risparmio, intendendo che l’ Amministratore Maestro di casa debba improntar del proprio quelle somme che non avrà esatte all’epoca della consegna del Rendiconto che sopra. Avrà la direzione suprema dell’ Orfanotrofio, e sue aggregazioni; sorveglierà diligentissimo all’operato del Prefetto; e dell’ Amministratore , e di tutti i Maestri, Maestre, e Maestranze. Convocherà ordinariamente e straordinariamente i Sigg. Buonomini : rappresenterà in giudizio lo Stabilimento; succederà negli onori, e nelle nomine dei Benefizj spettanti alla mia famiglia ; ma di questi , d’ accordo coi Sigg. Buonomini , non potrà investire se non coloro che si son resi benemeriti dello Stabilimento con averlo servito o aiutato in un modo qualunque . Dovrà ogni settimana avere a sè il Prefetto, e l’Amministratore, e ricevute dal Prefetto le settimane dei Giovani , ne consegnerà all’Amministratore le quote spettanti allo Stabilimento, e registrato che avrà l’ Amministratore in un libro apposito le quote che rimangono di proprietà dei Giovani , il Presidente ogni quindici giorni le porrà sulla Cassa di Risparmio. Dovendo i Giovani stare attenti alle arti, sorveglierà che i Giovani non siano comandati in alcun servigio da qualsivoglia persona ; invigilerà sulla condotta delle persone stipendiate dallo Stabilimento acciò conducano vita evangelica e civile, e se mancano, dovrà avvisarle segretamente , e tornando a mancare, ne riferirà ai Sigg. Buonomini, i quali ne ordineranno la subita espulsione con dieci voti, non crescendo il grano buono che con la estirpazione assoluta dell’ erba cattiva. Starà ai Sigg. Buonomini a fissare la durata del Presidente, ma vedano di non cambiarlo spesso ; che l’ aver sempre gente nuova toglie autorità ai Superiori, e l’usurpano a poco a poco gl’Impiegati dello Stabilimento; e ad evitarne il pericolo, il Presidente che parte, dovrà aiutare del suo consiglio per un anno il nuovo Presidente.

Di tutte le arti ed insegnamenti che si danno nello Stabilimento sarà cura del Presidente che ciascun anno si faccia pubblico esperimento , e gli oggetti esposti dovranno avere scritto il nome e gli anni del suo autore, e per tal modo si risveglierà l’amor proprio delle Maestranze , dovendo ciascuna tenere i proprii Lavori degli Scuolari contrassegnati colla firma ; e siccome il Pubblico non deve essere ingannato , sarà cura, del Presidente che i lavori sian fatti dai Giovani del Convitto. Inviterà, il Gonfaloniere, il Prefetto Regio, il Vescovo, il Prefetto del Collegio Forteguerri, e dopo che uno dei Sigg. Buonomini avrà letto un breve discorso, nel quale si dia premio ai più diligenti, ed incitamento ai restii, sarà ammesso anche il popolo all’ esposizione. Il Presidente non permetterà che siano staccati fogli dall’ Archivio senza ritenerne ricevuta.

Ciascuno dei Sigg. Buonomini , tutti i Maestri e Maestre , Impiegati , e Maestranze dipendenti dello Stabilimento dovranno avere una copia di questo Testamento Olografo , acciò conoscendo i proprii diritti, abbiano anche presenti i proprii doveri, e non ne alleghino ignoranza; e mi pare che faranno bene ad aggiungervi le Costituzioni del luogo, e tiratene con la stampa uno scarso numero di copie, ne faranno l’uso che ho indicato di sopra; e che mi pare che abbia a tornare a vantaggio.

Al Gonfaloniere pro tempore lascio la collazione dei cinque posti d’Orfani fondati della mia amatissima Genitrice , con la condizione assoluta , che gli Eletti abbiano ad ammaestrarsi nell’arte del Muratore , e fra quelli che si presentano , si scelgano i più sani e gagliardi: ed i Maestri Muratori che gli prenderanno seco , abbiano Sei Scudi anno per fanciullo. Prego di più i Sigg. Buonomini ad aggregare al loro Collegio il Gonfaloniere pro tempore della Città, che ne avranno utile ed onore.

A dimostrare amore di fratellanza cristiana agli abitanti in Gello , Burgianico e Gora, dovrà l’Orfanotrofio mantenere in perpetuo l’ASILO PUCCINI al Ponte Napoleone a trenta maschi e trenta femmine di preferenza commemoranti nelle tre Cure che sopra. Tre quarti saranno poveri , un quarto possidenti, e ciò resulti dalla domanda in scritto degli ammittendi . Le stanze che adesso compongono l’Asilo sono: una sala di braccia 25 e 17 , due sale 18 e 9 , due stanze 9 e 7 , ed altra piccola stanzetta.

Nella vendita del Ponte Napoleone sarà mantenuta questa servitù : a redimere la quale dovrà il possessore, quando glie ne venga il capriccio, fabbricare altra Scuola che racchiuda sei stanza delle proporzioni descritte, avendole riscontrate indispensabili all’uso che sopra : di più la nuova Scuola sia fabbricata in luogo centrale come la presente alle tre Cure ricordate, sia lungi dalla Via maestra , e dall’ abitato ; ed abbia una corte piantata d’alberi per la ricreazione delle Bambine . I trenta fanciulli avranno un Maestro , che due ore la mattina , e due ore il giorno insegnerà lettura, dottrina cristiana, aritmetica , calligrafia , comporre , e l’analisi grammaticale , non mai lodata abbastanza in proporzione della sua importanza. Avrà per onorario Lire Quaranta al mese, e queste potranno salire a Cinquanta, quando il Maestro sia eccellente, come l’attuale Sig. Luigi Badioli. Le Maestre, alle Bambine saranno avranno due sale, ed una stanza; una v’insegnerà la maglia, il cucito, i principii del ricamo , dello stirare , e del tessere a telaino: l’altra la lettura, la dottrina cristiana , la calligrafia , l’aritmetica , il comporre , e l’ analisi grammaticale : faranno scuola, come il Maestro, in ciascun giorno, tranne le feste d’intero precetto; e nella metà dell’ anno faranno scuola dalle 8 antimeridiane alle 4 poi; e nell’ altra metà dalle 7 di mattina alle 7 di giorno . Non potranno assentarsi che mezz’ora durante il desinare, e non sarà permesso alle Bambine di tornare a casa per la refezione , che questo andar girelloni è la rovina morale,ed intellettuale delle fanciulle, ed acciochè le Maestre sien vicine alla scuola , lascio ad esse l’uso dei due Quartierini che abitano adesso nei Promessi Sposi la Maestra Cinelli , e la Maestra Diddi. Le Bambine da ammettersi dai Sigg. Buonomini dovranno avere ne meno ne più di otto anni, fede di nascita , attestato di parroco , e dovranno stare sei anni nell’Asilo , terminati i quali , delle trenta se ne sceglieranno dodici fra le più buone ed intelligenti, e più assidue , e che abbiano compiti i sei anni nell’Asilo ; e dal Presidente verranno consegnate per altri sei anni al Conservatorio delle Crocifissine della Città e a carico della mia Eredità vi verranno mantenute dall’orfanotrofio; per tal guisa sarà provveduto alla compita loro educazione , sottraendole ai pericoli della miseria , e del mal’esempio : e così di sei anni in sei anni in perpetuo. Anche il posto fondato da mia Madre nelle Crocifissine verrà dato alle Bambine del mio Asilo. Avranno le Maestre Trenta Lire al mese per ciascuna . Tanto esse che il Maestro avranno diritto ad una gratificazione annua di Lire Cento per persona , che verrà loro assegnata dai Sigg. Buonomini a voti , quando i loro portamenti sieno stati buoni , e quando si sieno distinti nel pubblico esperimento annuale delle loro Scuole ; il quale Esperimento ed Esposizione verrà regolata dal Sig. Presidente nei modi e forme precise di sopra indicate per l’Orfanotrofio.

Sarà dotato l’Asilo del Ponte Napoleone di un Maestro di disegno , che due volte la settimana insegnerà per un ora e mezza ai Maschi, disegno, e principii di ornato , e per un ora e mezza alle Bimbe , i principii dell’ ornato per smerlo e ricamo, e questa Scuola verrà data in premio alle Bambine più diligenti. Il Maestro avrà per onorario Lire Trecento.

La Maestra Carlotta Diddi , raccomandatami da suo padre Pietro , che moriva al mio servizio, voglio che abbia una Dote di Scudi Quattrocento fruttifera al cinque per cento dal dì della mia morte , annullando però qualsivoglia Legato che mai possa aver fatto a di lei riguardo; e per mostrare ad essa Carlotta , ed alla sua Collega Maestra Giuditta Cinelli la mia gratitudine per avere fino adesso soddisfatto al proprio dovere con sodisfazione del Pubblico, voglio, che quando venisse ad esse a mancare la salute, da dover cessare dal proprio ufficio, abbiano una Lira al giorno per una, persuaso che la loro buona coscienza, che dovrà essere giudicata da Dio , non farà praticare loro quelle frodi , e quelle finzioni , che per sozza bramosìa di guadagno, si vedono talvolta con scandalo pubblico adoperare.

Il Presidente dei Buonomini ogni anno eleggerà due fra i Sigg. BuoCarità Evangelicanomini che avranno l’ingerenza di portarsi sei mesi per uno, ogni quindici giorni alle quattro Scuole per sorvegliarne, come ispettori, il regolare andamento. Avranno Cento Lire per uno l’anno : pagheranno Dieci Lire ogni qualvolta mancheranno nei quindici giorni al loro ispettorato. Non sarà in facoltà dei Sigg. Buonomini Ispettori di cambiare niente al Regolamento organico presentato dal Sig. Presidente all’ approvazione dei Sigg. Buonomini, ed alla loro ragionata approvazione, i quali non perderanno mai di vista che più sarà semplice l’insegnamento , più gioverà. A non generare confusione, la sorveglianza degli Ispettori non potrà, nè dovrà aggiungere niente di suo , ma dovrà unicamente limitarsi a fare osservare il Regolamento pratico e disciplinare, che dal Presidente verrà dato ai due Maestri, e alle due Maestre, e che dovrà sempre stare affisso nelle due Scuole . Ecco le mancanze che varranno ai Sigg. Maestri e Maestre il loro congedo : se terranno vita contraria alla morale evangelica , ed alla civiltà del tempo ; se mancheranno ai proprii doveri d’istruttori , e d’ istruttrici; se accetteranno mai regali di qualsivoglia natura ; se promuoveranno scandali e confusioni , privilegiando alcuni a danno degli altri, tornando ciò contrario ad una Scuola popolare , come intendo , e voglio che questa abbia ad essere . Quando disgraziatamente, si verifichino le colpe o mancanze descritte , prima il Presidente , e poi i Sigg. Buonomini procederanno, come fu detto di sopra, ai salariati dell’ Orfanotrofio.

Nella speranza che la Gioventù Pistoiese avvenire , voglia con più assiduità che la presente, attendere agli studii nei quali troverà consolazione ai mali della Patria , e salirà in dignità per vincerli lascio alla Libreria della Sapienza del GRAN CITTADINO NICCOLO’ FORTEGUERRI le mie due Librerie con tutti gli Autografi contemporanei ; più Lire Cento all’ anno da erogarsi unicamente in acquisto di opere storiche, ed il Prefetto del Collegio Forteguerri nell’atto della riscossione dovrà indicare in carta al Presidente dei Buonornini quale Opera abbia acquistato, ed esso Presidente dovrà registrarla nel Catalogo della mia Librerìa, che conserverà sempre nell’Archivio dello Stabilimento; passandone però una copia alla Sapienza.

A perpetuare la commiserazione del mio cuore per le infermità delle persone, che nell’ esercizio delle loro fatiche furono colte da malattia, fondo in perpetuo Diciotto Posti di Bagnatura gratuita a Montecatini per i Maschi , ed altri Diciotto per le Femmine. Troveranno fra i miei fogli le trattative di questo affare coll’ Amministrazione delle Reali Terme: saranno ammessi a questo benefizio gli abitanti del Compartimento Pistoiese , ma dai Sigg. Buonomini sarà sempre data la preferenza agli abitanti di Pistoia, e dei tre Comuni di Burgianico, Gora, e Gello.

Desidero che i Manifattori della Città di Pistoia abbian sempre presente la stima ed affetto , che ho portato ad essi durante la mia vita , ed a continuarla per quanta è dato dopo la mia morte, voglio che cogli avanzi annuali del mio Patrimonio , che saranno posti, come fu detto, sul Monte, o la Cassa di Risparmio, si costituisca una Provvidenza, la quale ad ogni carestia ( voglia Dio che raro avvenga ) soccorra alla strettezza dei soli Manifattori della Città, ed ecco come , ed in quali modi.

Quando il pane bianco varrà oltre tre soldi la libbra , voglio che ne abbia la differenza del prezzo in denaro ogni Manifattore che a quell’epoca tenga bottega aperta, ed a quelli tutti che lavoreranno a quel giorno in qualsivoglia officina, e bottega. Se vorranno essere ammessi a questo soccorso dovranno farne domanda in scritto all’ Orfanotrofio : proveranno d’ abitare da dieci anni la Città , ed in qual bottega son lavoranti ; e a quelli che avranno moglie li verrà pagata la differenza del prezzo, arretrato però di una settimana sopra libbre sei di pane al giorno , ed a quelli che non hanno moglie sarà pagata la differenza del prezzo sopra libbre tre. Se disgraziatamente continuerà la carestia , quando sono esauriti i fondi degli avanzi annuali, cessi la beneficenza, che sarebbe enormezza in economia il compromettere la durata di uno Stabilimento di Carità con debiti : se ne renda conto colla stampa indicando la somma erogata.

A molti non piacerà questa mia disposizione , ma egli è omai impossibile che uno solo possa rimediare alla miseria di tutti ; se quelli che la disapprovano sono ricchi, rimedino del proprio alla mia mancanza; se non lo sono, esortino i ricchi a venire in aiuto a questa Beneficenza Cittadina.

Essendo cosa poco decorosa che la nostra Città non abbia innalzato un Monumento pubblico al suo più GRAN CITTADINO NICCOLO’ FORTEGUERRI , voglio, che ogni anno si tolgano dalla mia Eredità Scudi Trecento , e questi d’ anno in anno si vadano cumulando fino alla contingenza di Scudi Cinquemila , e si innalzi una Statua Colossale di marmo con piedistallo ad Esso Cardinale.

L’ iscrizione ha da essere Italiana, e questa:

O NICCOLO’ FORTEGUERRI
TU ILLUSTRASTI LA ROMANA PORPORA
PROVVEDENDO ALL’ ISTRUZIONE DEI PISTOIESI
ADESSO L’ORFANOTROFIO E L’ ASILO PUCCINI
T’INNALZANO QUESTO MONUMENTO
A FAR NOTO AI RICCHI CHE I FIGLI DEL POPOLO
NON SCORDANO I BENEFIZI.

All’ inaugurazione del Monumento presiederanno come Re della festa l’ Orfanotrofio, le due Scuole dell’ Asilo Puccini, coi respettivi Maestri, Maestre e Maestranze, e firmeranno l’inviti al pubblico. I Capi Manifattori abbiano coi Magistrati il primo posto alla cerimonia . Questa è festa di Popolo, e a chi vi miri ben dentro, mai la Città nostra ne vide una così solenne. Non si facciano luminarie, nè corse, o simili trullerie, ma tutti ringrazino Dio dei nuovi destini che prepara all’umanità , e come Egli nella saviezza dei suoi divini consigli , abbia maturata un epoca , nella quale il povero in forza della carità può inalzare un monumento, che altra volta avrebbe illustrata la storia di un Re.

Pochi anni dopo la mia morte, i Sigg. Buonomini faranno concorso pubblico del Monumento: i Modelli dovranno essere in creta; i Professori delle Belle Arti di Firenze decideranno a voti, e coll’ eletto i Sigg. Buonomini stipuleranno opportuno Chirografo. A comodo della popolazione del suburbio di Porta al Borgo e delle due Scuole dell’ Asilo Puccini sarà celebrata in perpetuo la messa al Romitorio in tutti i giorni di Festa, più nel Giovedì Santo per comodo della Comunione delle due Scuole, ed una di Requiem cantata in ciascun anno per suffragio delle persone che vi sono tumulate: e dovrà l’Orfanotrofio mantenere decentemente in perpetuo quest’ Oratorio , dove a spese dell’ amministrazione dovranno in seguito tumularsi con iscrizione i cadaveri dei Maestri e Maestre delle due scuole come in passato. Sarà pure a carico della mia eredità in perpetuo, il far celebrare nel mese di Maggio di ciascun anno in Cattedrale una Messa di Requiem cantata in Canto Gregoriano , in memoria dell’anima mia: alla quale dovranno assistere l’Orfanotrofio, le due scuole dell’ Asilo Puccini , e quella delle Bambine sarà condotta in vettura, vista la lontananza , e le tredici Crocifissine . A ciascuna di queste e di quelli verrà distribuita una candela di 2 once: alle due Maestre, e ai due Maestri che sopra, alle due Maestre delle Crocifissine, e a tutti i Maestri e Maestranze dell’Orfanotrofio, compresi i Capi muratori che accompagneranno le loro scuole , verrà distribuita una candela di libbra: ai signori Buonomini e loro dipendenti, Prefetto ed Amministratore una candela di due libbre, ed al Presidente e Consultore Legale dello Stabilimento , al Gonfaloniere, al Prefetto Regio, ed alla persona che nomini il Vescovo a rappresentarlo, una torcia di cera di quattro libbre per ciascuno. Finite l’Esequie, da persona stimata nel Paese, si farà un breve discorso in Italiano, nel quale, TACIUTO IL MIO NOME, si ricordi agli astanti. che la Beneficenza verso la Patria è obbligo del Cristiano e che è dovere di Cittadino, e che i ricchi non sono che Amministratori dei Poveri , e debbono colle loro ricchezze aiutare all’ industria ed alla educazione nazionale.

In tutto questo apparato dichiaro sul mio onore di non esservi alcuna ambizione, ma stantechè io venni in questo proposito di Testamento assistendo al Funerale del Cardinale FORTEGUERRI , ho creduto che abbia a produrre lo stesso effetto in altri, e per tal via si vada ogni dì aumentando il Santo Patrimonio dei Poveri. Goderò in spirito nel trovarmi in mezzo ai miei figli sempre riconoscenti perchè partoriti dalla Fede, dalla Speranza e dall’ Amore. Se la Sagrestìa del Duomo non consentirà la distribuzione da me fissata , si vada alla SS. Vergine dell’Umiltà o allo Spirito Santo poichè colla distribuzione ho voluto distinguere coloro che nell’ annata si sono occupati della istruzione del popolo , non l’ avarizia del core.

Quanto ai miei domestici ecco ciò che stabilisco.

A titolo di Legato lascio alla Petronilla Becarelli, che, dalla mia infanzia mi ha amato come madre , Lire Due al giorno , acciò in sua vecchiaia vada in carrozza, avendola di già provveduta d’ogni bisognevole la casa mia.

A Giuseppe Boccaccini lascio Lire Settanta al mese , purchè rinunzi a quanto gli lasciavano i miei genitori in qualità di granaiolo , e vinaio.

All’ Anna Diddi casiera alla Fortezza , alla Rosa Papini filatora ed a Michele Trinci aiuto alla cucina Lire Cento per ciascun anno di servizio che mi avranno prestato ; cassando però qualsivoglia Legato fatto prima alle loro persone . Anna Diddi dovrà però obbligarsi a convivere colla sua figlia Carlotta, se vorrà conseguire il Legato che sopra.

La stessa responsione lascio a Roberto Cinelli vinaio, a Giuseppe Biagini cocchiere , con Luigi Melani cuoco , con Dionisio Magni cameriere.

All’ Assunta Ulivi che ha in custodia la villa, ed alla Carolina Spagnesi stiratora ed imbiancatora ; ma con questa differenza che compiti i dieci anni non abbiano più diritto alle Mille Lire per dieci anni di servizio a Cento Lire l’ anno per una sola volta , ma incominci a decorrere a loro vantaggio una pensione mensuale vitalizia di Lire Dieci al mese, la quale in ciascun anno di servizio andrà crescendo di Lire Due al mese ; di maniera che chi dei sei ultimi nominati si troverà alla mia morte al mio servizio potrà far valere di avermi servito tredici anni , dovrà unicamente avere Lire Sedici al mese vitalizie; se anni Diciotto Lire Ventisei al mese vitalizie ; se anni Ventiquattro Lire Trentotto al mese vitalizie ; e così parmi di essermi spiegato chiaro abbastanza. Se all’ epoca della mia morte mancherà alcuno dei sopra notati al mio servizio , si intenda che debbano essere rimunerati quelli, o quelle che saranno nei servizj ricordati sempre però nelle norme ricordate, e dichiarate di sopra. Se a qualsivoglia di loro venisse a mancare nell’ atto della consegna, alcuno degli Oggetti ad essi nell’ inventario affidati, dovranno perdere ogni assegno temporario, o vitalizio, che colla presente disposizione a loro ho conferito; e dovranno aver niente , e cesserà in tronco ogni pensione , quando consti che questa abbiano ad altri venduta o ceduta , come pure se praticheranno vita scandalosa , o che anderanno soggetti non già per opinione ma per offesa alla Legge , a qualsivoglia procedura , non volendo stipendiare coi miei denari il vizio, e immoralità.

La Spagnesi, sebbene entrata al servizio nel 1842 si ritenga come entrata nel 1838.

A Saba Lotti , infaticabile Giardiniere lascio per, una sola volta Francesconi Duecento.

A Niccolò Tagliasacchi esperto , e valentissimo Computista , già provvisto dalla casa mia di pensione vitalizia , lascio a titolo di regalo Zecchini Centocinquanta .

A mia sorella Laura Rospigliosi lascio la scelta fra le mie proprietà mobili , di quell’ oggetto che meglio le ricordi l’amor mio: spero Ella buona com’è da star sempre occupata negli Asili della Città, andrà contenta di questo mio Testamento, che sta in armonia colle sue credenze , e non la fa certamente vergognosa di averrni avuto a Fratello, e si deve trovare in maggior desiderio di opere buone che di ricchezza, della quale Dio la provvedeva con molta abbondanza.

Ai Sigg. Fratelli Conversini lascio niente . Agli altri amici miei, se non lascio cosa alcuna, spero che non avranno offesa, ed ameranno meglio di contribuire anch’ essi per tal via alla educazione del popolo.

Vieto solennemente che il mio Cadavere sia esposto; sarà tumulato nel Romitorio di faccia al sepolcro della mia amatissima Genitrice , e vi sarà condotto a notte avanzata, coi Cancelli chiusi del Giardino, accompagnato dal solo Parroco, senza boria di lumi, e portato solamente dai capi di Famiglia dei miei Contadini , ai quali verrà dato dieci paoli a testa per l’incomodo.

Nel giorno appresso saranno celebrate 20 Messe di Requiem al Romitorio ma senza catafalco, senza torcie, borie tutte che denotano la sciocchezza dell’ umana superbia. Ed acciocchè gl’interessati a simile spreco , non gridino all’ avarizia , sieno date Lire cento al Parroco, e sieno tratti in sorte ai Contadini più poveri di Gora , Burgianico e Gello dieci Letti che costino lire cento all’ uno, ed altri quattro parimente a sorte a quelle famiglie dei poveri pigionali di Capo di Strada che per causa di soverchia miseria tengono i loro figli accatastati.

Lascio per Esecutori di questo mio Testamento Olografo i miei amici Sebastiano Gelli , Cav. Giuseppe Cellesi , Ferdinando Masi , Cav. Girolamo Rossi : avranno cento oncie d’argento per uno per ciascun anno che duri la gestione, impetreranno dal Principe le facoltà che giudicheranno opportune.

Venderanno la Villa, Parco , Giardino e fabbriche annesse colle servitù che sopra; e con stima a parte gli Agrumi e Camelie, e le Mobilie e gli oggetti d’ arte.

Il quadro grande del Mansueti , come molto raro , sia dato in dono alla Gallerìa dei Pitti o degli Ufizii.

Il gruppo degli Orfani sulla rupe del Pampaloni sia posto nella nuova Cappella a terreno dell’ Orfanotrofio ; nell’ ora della preghiera alzando gli occhi ai loro fratelli abbandonati dall’ avarizia degli uomini sulla rupe della miseria, vi scorgeranno immortale la Croce la quale incorona la loro fede, e somministra ai bisognosi quanto loro fu negato dal mondo.

Il quadro del Balilla ricorda il trionfo di popolo ; stia dunque affisso in perpetuo nelle sale dell’ Orfanotrofio.

La vendita della Villa verrà annunziata per molto tempo nei fogli di Francia, Inghilterra ed Italia , e si depositeranno nelle principali Città estere e nazionali alcune copie dei Monumenti del Giardino : se i tempi non correranno propizi a simili acquisti , ne differiscano il tempo Con i denari che si realizzeranno da questa Vendita , e da quelle di tutte le case di Città e Campagna si sodisfaranno i miei Creditori: si vendano sem­pre i fondi peggiori , ed il fiore del piano si conservi per 1′ Orfanotrofio.

Nel portare al compimento le trattative già aperte colle Terme di Monte Catini per i posti di Bagnatura gratuita non si cedano fondi, ma ogni anno le sieno contate lire mille ,e con questa dipendenza assicurasi che i fondi non si volgano ad altri usi: ugualmente sarà praticato colle Crocifissine per i dodici posti per le Bambine dell’ Asilo Puccini.

I Fondi che avanzeranno alla vendita necessaria ai miei Creditori, saranno tutti allivellati in perpetuo ; nel procedere all’ Affitto o Livello perpetuo coi miei Contadini affittuali voglio che le terre non possan loro esser gra­vate di maggior responsione di quella pagata in vita mia , con che però vengano imputate a Loro carico , e vantaggio dello Stabilimento le case, vasi vinari ec. ec.

Li esecutori attenderanno col Presidente dei Buonomini alla riduzione del Palazzo e Casa di S. Gregorio, ma si guardin dagli Ingegneri, chè le più volte son gente salata; prima di trasferirvi la Comunità facciano scrivere sulla Porta Maggiore a gran Caratteri di ferro il passo di Gcsù Cristo in S. Matteo : — LASCIATE CHE QUESTI FANCIULLI SI ACCOSTINO A ME: — L’ Amministrazione de’ miei effetti sarà impostata Causa Pia Puccini.

Compite tutte queste cose, e consegnato al Presidente dei Buonomini l’Archivio , il Plantario, e tutti i Libri d’ Amministrazione , cesserà la commissione affidata all’ amicizia ed all’ onore dei Sigg. Esecutori Testamentari, che io ringrazio fin d’ ora affettuosamente.

Mi era scordato dirli che diano all’ Assunta Ulivi, alla Carolina Spagnesi, alla Rosa Papini, all’Anna Diddi ed alla Carlotta Diddi semprechè siano al servizio quando s’ aprirà il Testamento , il Letto che servivà al loro uso con due paia Lenzuola nuove, Coltrone, e Coperta di Corredo.

Nel conferire i Sigg Buonomini i posti di Maestro , Maestre, Impiegati, Maestranze evitino li sfratati e le smonacate, e con gran parsimonia adoprino i preti essendo troppo scandalo se vengano a cadere in qualche errore.

Più pericoli sovrastano allo Stabilimento ; ed i Sig. Buonomini spero che si opporranno gagliardamente acciò non accadano; cioè i governi del mondo vedranno di manomettere l’entrate, per assegnarle ad altri Stabilimenti che l’abbian disperse, e derubate: ai Cittadini che come dissi son vogliosi di far l’ elemosina coi denari degli altri, verrà in volontà che degli avanzi, che non saranno pochi, si faccia un reclusorio di poveri: quel giorno sarà la rovina dello Stabilimento. Monte Dominii è fallito tre volte , l’abbiano per avviso : aumentino piuttosto il numero dei giovani, e delle maestranze , acquistando colla vendita della presente Calconia la Chiesa degli Umiliati, nella quale tirando un piano nel mezzo si otterrà tanta area da distendervi una nuova Comunità, e non avvi mezzo migliore di questo a far morali i figli del popolo. Nel fare insegnare la Religione ai Convittori si ricordino che la Religione è opera divina di un Dio.

Confido questo mio ‘Testamento allo.sperimentato onore e patriottismo del popolo Pistoiese: si tratta dell’ educazione de’ suoi figli: lo difendano dunque da ogni offesa con inesorabile convinzione.

Finalmente, ferme stanti le suddette disposizioni, ed ognuna di esse, in tutti gli altri miei beni stabili, mobili, semoventi, azioni, ragioni, crediti, diritti onorifici, reali, lucrativi e misti, compresi anche i beni livellari di qualunque natura, ori, argenti, e tutto quello che si troverà, e costituisca il mio Patrimonio disponibile al tempo della mia morte, mio Erede proprietario istituisco e voglio e nomino che sia L’ ORFANOTROFIO DELLA CITTA’ DI PISTOIA, e ciò con piena ed assoluta ragione.

Per obbedire alla Legge, consegno al Rogante Notaro l’atto di recezione, Lire Tre, e Soldi Dieci per tassa all’ Opera di S. Maria del Fiore della Città di Firenze.

Per ultimo intendo , e dichiaro di volere che il presente mio Testamento in quanto che ipoteticamente non, valesse circa all’ espressa Istituzione in erede, debba per tutti e singoli i Legati, ed altre disposizioni in esso contenute valere come Codicillo, e come qualunque altro alto di ultima volontà: e col presente casso ed annullo qualunque altro atto possa aver fatto in passato.

Cosi ordino, comando, voglio.

Fatto il presente mio Testamento Olografo nel popolo di S.Frediano a Burgianico, nella mia Villa denominata di Scornio in una Stanza terrena che serve ad uso di Scrittojo, questo dì 1 Gennajo 1847, scritto in intiero , datato e firmato come segue da me Testatore a forma della Legge . In fede io Niccolò Puccini Testatore ingiungo, prescrivo , ed ordino come sopra mano propria.

NICCOLO’ PUCCINI

 

AVVERTENZA

Il soprascritto Testamento consegnato già in Piego sigillato, ed affidato ai Rogiti del Notaro Residente in Pistoia Dott. Ferdinando Pillotti in ordine al Pubblico Istrumento da Lui rogato né 24 Giugno 1848, venne aperto, pubblicato, e reso esecutorio in vigore del Decreto pronunziato all’Udienza Straordinaria del dì 14 Febbraio 1852 dall’ Illustrissimo Sig. Pretore Civile e Criminale di Pistoia (Città).

 

CODICILLO NUNCUPATIVO

Al Nome di Dio ec.

L’ Anno del nostro Signor Gesù Cristo 1852 indizione romana decima , e questo dì 8 del mese di Febbraio ec.

Avanti di me Dott. Ferdinando del fu Clemente Pillotti Notaro pubblico Regio residente nella Città di Pistoia, ed alla presenza degli infrascritti tre Testimoni maggiori di età , cogniti, e pregati all’ atto presente dall’infranominta Sig. Codicillante, si è personalmente costituito

Il Nobile ed Illustrissimo Sig. Niccolò del fu Sig. Cav. Commendatore Giuseppe Puccini possidente domiciliato ec., il quale godendo sempre di tutte le facoltà intellettuali, e diritti civili, sebbene giacente in letto infermo di corpo, conforme mi sono assicurato io Notaro , ed è sembrato anche ai TestimoFratelli Conversinini ridetti, rammentandosi di aver fatto il di Lui Testamento in forma Olografa depositato presso di me Notaro in vigore dell’ atto di recezione affidato al miei rogiti sotto dì 24 Giugno 1848, e ponderate con maggiore riflessione le cose , e disposizioni tutte nel medesimo contenute, volendo queste in parte almeno dichiarare , aggiungere , e variare , ha perciò voluto procedere siccome procede all’ attuale suo Codicillo Pubblico in ordine al quale alla presenza mia, e de’ tre testimoni a chiara intelligenza di ciascheduno , ha espresso che intendeva di nuovamente disporre, e dichiarare nel modo seguente , cioè

In primo luogo ha rinnuovate le più fervorose invocazioni, e raccomandazioni all’ Onnipotente Iddio, alla Beatissima Vergine per la salute, e destinazione dell’ anima sua.

Successivamente, ed in aumento a quanto il prefato Sig. Codicillante dichiarava di aver legato col preindicato di lui Testamento Olografo a favore di Giuseppe Biagini cocchiere, Roberto Cinelli, Carolina Spagnesi, e Assunta Ulivi, ordinava, intendeva, e voleva, siccome ordina, e vuole che sempre a titolo di Legato, ed in ogni miglior modo sia a ciascuno dei sunnominati Individui (purchè siano sempre al di lui servizio all’epoca della sua morte) data , e retribuita la somma , e prestazione annua nella misura che comporterebbe un servizio prestato per anni 20 , e ciò nonostante che questo servizio non sia stato da essi reso per questo spazio di tempo; poichè in veduta della loro speciale affezione dimostrata al Sig. Disponente , intende Egli di ritenerli alla pari di quelli che lo abbiano servito per anni 20.

Lega a Maria Angiola Battaglini sua servente Scudi Centoventi fiorentini per una sola volta soltanto.

Lega egualmente alla Concetta Lulli altra sua servente Scudi Centotrenta fiorentini per una volta tantum.

Lega in pari modo alla Maria Anna Diddi Lire Dieci fiorentine al mese per di lei vita naturale durante; revocando per altro qualunque altro precedente Legato possa aver fatto a di lei favore.

Per non distogliere dalle altre sue cure il Sig. Ferdinando Masi, uno degli Esecutori testamentari, che si sovveniva di aver nominato nel ridetto di lui Testamento, dichiarare di disonerarlo , o di toglierli un tale ufficio , e surroga in di lui vece il Sig. Cav. Girolamo del fu Sig. Cav. Francesco De-Rossi di Pistoia con le stesse attribuzioni, e retribuzioni legate agli altri Esecutori nominati, i quali conferma, pienamente.

E salve sempre stanti le avvertite variazioni, modificazioni, aggiunte, e riforme, il detto Sig. Codicillante ha dichiarato, e dichiara che intendeva di aver per confermato siccome solennemente confermava in ogni sua parte, e nelle altre cose da esso disposte ed ingiunte il precitato suo Testamento Olografo , del quale compatibilmente, ed unitamente alle presenti disposizioni, niuna esclusa, ne comandava, e comanda la inviolabile piena osservanza.

Questo è quanto ec.

Fatto, scritto, letto, e rogato da me Notaro ec. presenti il Nobile Sig. Cav. Giuseppe del fu Sig Cav. Senatore Gio. Battista Cellesi, l’Eccellentissimo Sig. Dott. Giuseppe Grossi, ed il Sig. Giuseppe Stefanini tutti e tre possidenti domiciliati in Pistoia, testimoni idonei ed abili aventi i requisiti voluti dalla Legge ec. ec.

Dott. Ferdinando del fu Clemente Pillotti
Notaro Regio in Pistoia

Chi era Niccolò Puccini

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Testamento di Tommaso Conversini