Il palazzo, situato in Via del Can Bianco a Pistoia, per le sue caratteristiche sembra essere stato realizzato in un arco temporale piuttosto lungo che può andare dalla fine del Cinquecento fino al secolo XVIII. Esso è formato da due parti :

– quella delimitata da Via del Can Bianco, Via del Malconsiglio e Vicolo della Vignaccia, di origine più antica, derivata dall’accorpamento di due edifici preesistenti;

– quella che si affaccia su Piazzetta Santo Stefano.

A partire dall’inizio del Settecento ha costituito la residenza urbana della famiglia Puccini a cui risulta appartenere almeno dal 1724.

Nella seconda metà del secolo XVIII fu oggetto di importanti lavori di trasformazione che terminarono nel 1783. Successivamente furono realizzate molte decorazioni ad opera di Luigi Mecherini che terminò il suo lavoro nel 1797.

L’importanza dell’edificio è confermata dalla ricchezza delle pitture, dallo scalone d’onore, ampio e scenografico, dall’ampiezza delle stanze e dalla cura di alcuni particolari, come i caminetti e i decori delle pareti, ma anche da alcuni spazi funzionali alla vita quotidiana come i pozzi, i locali destinati a deposito del grano e la cantina con le botti per il vino, che sono stati conservati e recuperati.

Nel palazzo di via del Can Bianco, venne alla luce Niccolò Puccini (1799) che abitò a lungo nei locali del secondo piano e che, nel 1819, commissionò a Ferdinando Marini le decorazioni delle pareti con immagini, fra le altre, dei principali poeti italiani, alcune allegorie con personaggi mitici e raffigurazioni delle arti e di personaggi storici come Franklin e La Fayette.

Già alla metà degli anni Trenta dell’Ottocento però Niccolò stesso rinunciò ad abitare nel palazzo scegliendo invece di stabilirsi nella villa suburbana di Scornio e l’edificio fu trasformato con la realizzazione di una serie di appartamenti da affittare. Dopo la morte di Niccolò, avvenuta nel 1852, questa destinazione fu confermata e il palazzo ha accolto fino a poco tempo fa numerose famiglie. Tra gli inquilini illustri merita ricordare la poetessa e pittrice irlandese Louisa Grace che vi abitò tra il 1846 e il 1847 prima di spostarsi nel palazzo di via della Madonna dopo il matrimonio con l’ingegnere Francesco Bartolini.

Il Palazzo è visitabile previo appuntamento.


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